giovedì 27 ottobre 2016

Step #8: L'indaco nella cultura popolare

In questo post mi occuperò dei colori nella saggezza popolare, intesa come insieme di credenze popolari, superstizioni e scaramanzie, e anche proverbi nelle quali il colore abbia avuto un grande e significativo impatto.
Per iniziare, colori e superstizioni sono stati e sono tutt'ora molto legati tra loro. Occupandoci in questo blog del colore Indaco o più precisamente il colore Indaco scuro, si può notare come esso in passato abbia influenzato molto le popolazioni dal punto di vista scaramantico, tanto che già dal medioevo il viola-indaco veniva malvisto da gran parte degli artisti, ma soprattutto dagli attori teatrali: nei teatri, con il passare dei secoli, è diventato vera e propria superstizione.

Il motivo di questa avversione risiede nel fatto che questo colore sin dal passato facesse parte dei paramenti liturgici usati in periodo quaresimale, in quanto colore di richiamo alla penitenza e alla conversione. In questo preciso periodo dell'anno (40 giorni prima di Pasqua), nel medioevo, venivano vietati tutti i tipi di rappresentazioni teatrali e di spettacoli pubblici che si tenevano per le vie o le piazze delle città.
Questo comportava per gli attori e per tutti coloro che vivevano di solo teatro, notevoli disagi economici. Non potendo lavorare infatti, le compagnie teatrali non avevano guadagni e di conseguenza anche procurarsi il pane quotidiano era ardua impresa. Col passare dei secoli il colore viola-indaco è passato dunque dall'essere un colore malvisto a diventare una vera e propria superstizione, tanto che a teatro rientra tra alcuni colori cosiddetti "proibiti" da indossare.


Secondo l'antica tradizione vedica invece, in questo colore intenso, catalogato come “freddo”, è presente insieme al blu scuro un po’ di rosso: riappare perciò la carica istintiva e vitale. Ma fondamentale è il fatto che, situato nel sesto chakra (tra le sopracciglia), viene collegato alla facoltà di perdonare. Il “terzo occhio”, infatti, permette di vedere l’apparente dualità o molteplicità delle forme e degli esseri come Uno. E da questa esperienza di conoscenza deriva un’autentica morale, cioè un naturale sentimento di amore verso ogni creatura. Solo chi ama veramente, sa perdonare, perché ha trasceso l’io: l’indaco è perciò simbolo dell’amore incondizionato.







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